Appunti Italiani

Non possiamo lasciare la nostra vita su Facebook

Carsoli: il primo Smart Walking Fest sa di lavoro

“Quando Davide mi cercò lo scorso inverno per  Senza Filtro, inizialmente faticai a capire il progetto, poi lo  intervistai, poi ci camminai un po’ di chilometri in Toscana, poi mi fu chiaro.”

Aliano, il festival della paesologia

L’Italia smarrita che ci fanno vedere non è figlia unica, la sorella l’ho vista ad Aliano, al festival della paesologia ideato da Franco Arminio:  La luna e i calanchi.

Barbiana oggi, ieri Don Milani

Qui si dice “alla Barbianese” per dire che ognuno ci metteva il suo dentro una scuola nata dal nulla come forma di resistenza a qualsiasi mano del potere, una scuola pensata per tutti, che non lasciasse fuori nessuno, ogni giorno una lezione che partiva dalla vita, dai mestieri, dal bosco, dalla musica, dalle stelle e dal cielo, dalle paure di non farcela e dell’orgoglio di superare il maestro.

spaesamenti | corsi di scrittura

Il sentirsi fuori posto,
la scrittura che cura

spaeṡaménto s. m. [der. di  paese, retroformazione da spaesato ], letter. – L’ essere, il sentirsi spaesato.

Impariamo a scrivere da piccoli, talmente piccoli che col tempo ne dimentichiamo il bisogno e lo diamo per scontato. Anche camminare è un gesto lontano, è il primo atto con cui ci tiriamo su nella vita. A entrambi serve senso dell’orientamento, equilibrio, ascolto, sguardo, memoria. Occorre infilare i passi giusti, proprio come le parole. Conta il non farsi intimidire dagli ostacoli e imparare a superare i blocchi della scrittura che sono fisici e mentali, subdoli e palesi. Scrivere è un gesto privato che può aver bisogno di farsi pubblico: in forme diverse, per ragioni diverse, purché con stili propri.

Lo spaesamento non è solo legato ai luoghi o legato al fuori di noi: spaesati lo siamo dentro e diventa più risorsa che limite se capiamo come gestirlo. Anche in questo, la scrittura può farsi cura: andando piano, imparando a conoscerci, trovando le parole per dirlo.

(In foto: San Giovanni Valdarno, provincia di Arezzo)


newsletter | la parola ai paesi

Tutto il paese è mondo

Storia e geografia insieme, miste all’umano, miste al racconto: traduco la dimensione dei paesi italiani attraverso il viverci, mio o degli altri. Al tempo stesso lavoro su progetti che riportino un senso di comunità e un rinnovato concetto del lavoro nei luoghi spopolati, invisibili e interni dell’Italia, là dove le vite si erano spostate per andare altrove o in cerca d’altro.

Non ha più senso dividere le geografie tra borghi e frazioni, tra nord e sud, tra grande e piccolo perché il rischio è dividere le persone. Non ha più senso inseguire un mestiere o una professione se il prezzo da pagare è lo sradicamento da sé stessi più che dai luoghi di partenza.

Un paese è una dimensione interiore più che un metro di misura.

La letteratura è piena di stimoli e di titoli, il giornalismo è una strada per dare e avere informazioni, la società è la piazza in cui parlarne: ogni mese, con la mia newsletter, faccio una sintesi e la invio a chi vuole vedere da vicino l’Italia  minore.

(In foto: San Gusmé, provincia di Siena) 


cosa faccio per me e per gli altri

Scrivo, ma parlo anche 

SenzaFiltro, il giornale della cultura del lavoro

Ci lavoro come direttrice responsabile dal momento della sua nascita. Nel 2015, capimmo con FiordiRisorse che c’era un grande buco editoriale in Italia: fare giornalismo parlando di lavoro attraverso le persone. 

Coordino le inchieste, l’attualità, i progetti esterni del giornale e le relazioni istituzionali.

www.informazionesenzafiltro.it

www.fiordirisorse.eu

Presento, modero, faccio consulenza sui contenuti

Ormai da vent’anni parte del mio lavoro consiste nel partecipare come moderatrice o presentatrice a festival, convegni, congressi, appuntamenti giornalistici o aziendali. Spesso mi viene affidata anche una parte più costruttiva: in quei casi fornisco consulenza sui contenuti, sulla organizzazione, sui relatori. 

L’altra faccia della medaglia è quando mi chiamano come relatrice sui temi della cultura del lavoro: sto dall’altra parte del palco e mi appassiona lo stesso.

Ci chiamano Ghostwriter

La prima volta che mi chiesero di scrivere un libro al posto di un altro pensai: come è possibile? Poi mi buttai: per scoprire, al contrario, che è una dimensione intrigante e che mi mette ogni volta alla prova. Contattatemi quindi se avete simili proposte: le valuto con cura e con estrema onestà.

Ti fai male è nato così: un romanzo autobiografico e generazionale che mi ha permesso di scoprire la potenza della scrittura attraverso l’altro. Il committente è stato talmente entusiasta che, alla fine, ha deciso di mettermi in chiaro sulla copertina del libro, accanto a lui.

Per i curiosi, il libro è qui .



La mia idea
di giornalismo

Sono la direttrice responsabile di SenzaFiltro, il giornale della cultura del lavoro, e co-ideatrice del progetto editoriale. Giornalista con il debole per le relazioni e le persone.

Studiosa e appassionata di geografie umane e di paesi, dal 2022 collaboro con La Casa della Paesologia fondata da Franco Arminio a Bisaccia, in Irpinia d’Oriente (AV).

Con la laurea in giurisprudenza non ho mai intrapreso le classiche strade: l’unico ufficio legale in cui ho lavorato è stato quello di Altroconsumo a Milano – dal 2001 al 2003 – e, prima, in quello di Bolzano. Dal 2008 al 2017 ho lavorato nelle Marche come Responsabile Comunicazione e Segretaria di direzione per una grande azienda pubblica del settore ambiente dove sviluppavo e organizzavo campagne di green marketing e di educazione sostenibile. Dal 2012 contribuisco ai progetti di FiordiRisorse per una nuova cultura del lavoro.

Autrice del libro “Ti fai male ” (2020), romanzo generazionale.

Ho lavorato per 20 anni come giornalista nel campo del vino e del cibo collaborando con le principali testate nazionali e pubblicando due libri: “ Vino a doppio senso. Guida ironica per uomini e donne” (Gabrio Marinelli Editore, 2006) e “Il Bicchiere mezzo pieno. Liberarsi dagli esperti è il primo passo per bere bene ” (Le Lettere, 2020).